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Aggiornati gli orientamenti sugli aiuti di stato a finalità regionale

La Commissione europea ha rivisto gli orientamenti UE in materia di aiuti di Stato a finalità regionale che stabiliscono le norme in base alle quali gli Stati membri possono concedere aiuti di Stato per sostenere lo sviluppo economico delle zone svantaggiate. Tali orientamenti entreranno in vigore il 1º gennaio 2022 e a tal proposito gli Stati membri dovranno notificare la loro proposta degli aiuti a finalità regionale alla Commissione.

Rispetto ai precedenti orientamenti restano invariate la differenziazione sia per la dimensione (piccole, medie e grandi imprese), sia per la localizzazione che adesso assume la divisione tra zone a, zone c e altre zone. Le prime due sono la continuazione delle aree depresse.

Le piccole imprese in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia possono ottenere incentivi fino al 60% della spesa. Le medie 50% e le grandi 40%.

Le piccole imprese di Sardegna, Molise e Basilicata il 50%, le medie il 40%, le grandi il 30%.

Nella “zone c” localizzate al centro nord gli incentivi possono arrivare al 30% per le piccole e al 20% per le medie imprese.

Gli aiuti a finalità regionale sono considerati compatibili con il mercato interno solo se presentano un effetto di incentivazione. Infatti la Ue ritiene che un aiuto di Stato per avere un effetto di incentivazione deve modificare il comportamento dell’impresa incentivandola a intraprendere un’attività supplementare per lo sviluppo di una zona che non realizzerebbe o realizzerebbe soltanto in modo limitato o diverso o in un altro luogo se l’aiuto non fosse concesso. Gli aiuti non devono essere intesi a sovvenzionare i costi di un’attività che l’impresa effettuerebbe comunque e non devono compensare il normale rischio d’impresa di un’attività economica.

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