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Covid, per una PMI su tre è stato fondamentale l’accesso ai prestiti garantiti dallo stato

Dal 19 marzo 2020, data in cui sono entrate in vigore le modifiche alle modalità operative del Fondo di garanzia, al 10 aprile 2021 sono state presentate 1.877.179 domande per un ammontare di 153,5 mld di euro di cui 1.121.138 domande per un ammontare di 21,8 mld di euro relative ad a operazioni fino a 30mila euro garantite al 100%. Alla medesima data sono state accolte 1.860.200 domande per un ammontare pari a 147,7 mld. 

Il primo effetto raggiunto attraverso una mole di domande più che decuplicata rispetto al 2019, rileva il Rapporto Svimez, è stato quello di evitare fenomeni di credit crunch analoghi a quelli osservati durante il precedente ciclo negativo che, tra il 2012 e il 2013, è stato caratterizzato da una marcata caduta degli impieghi. Nei primi quattro trimestri del 2020, infatti, gli impieghi all’economia reale sono aumentati in misura ragguardevole; in maniera pressoché analoga sia al Centro-Nord che al Sud.

Con riferimento alle domande approvate dal Fondo di Garanzia, il 26,7% delle richieste (497.911) proviene da imprese del Mezzogiorno, il 28,3% (527.515) dal Nord-Ovest, il 20,9% dal Nord-Est (388.980) e il 23,96% (445.794) dal Centro. Analizzando gli importi approvati si rileva però una incidenza significativamente inferiore del Mezzogiorno, 20,59% del totale, frutto di un importo medio dei finanziamenti garantiti, pari a 61.070 euro, sensibilmente inferiore a quello delle altre aree geografiche (88.480 euro per il Nord-Ovest, 96.033 euro per il Nord-Est e 74.586 per il Centro). 

Un’importante sezione del Rapporto è la stima dei possibili effetti della crisi sulle imprese in assenza di interventi per la liquidità.  Classificando le imprese in contabilità ordinaria beneficiarie del Fondo di garanzia in 5 categorie sulla base della loro situazione economico-finanziaria, la simulazione effettuata ha indicato che, dal 2018 al 2020, i gruppi 2 e 3 (che comprendono le imprese con situazione buona/discreta) avrebbero perso complessivamente più di 67.000 imprese mentre il gruppo 5 (che contiene le imprese nelle condizioni peggiori) si sarebbe accresciuto di circa 56.000 unità. Le policy intervenute nel 2020 hanno impedito che tale situazione divenisse concreta.

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