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DL Rilancio: le misure più interessanti per le imprese

Si è svolta ieri sera la riunione dei Ministri per analizzare il provvedimento che, inizialmente previsto per il mese di aprile, è slittato a Maggio. Tante le misure previste per supportare le imprese in questa fase di emergenza.

La bozza del “Decreto Rilancio” al momento in circolazione conta di oltre 250 articoli, in pratica è ormai diventata una vera e propria manovra finanziaria.

Per le aziende in crisi è previsto lo slittamenti a settembre dei versamenti di IVA, ritenute, contributi previdenziali e Inail, atti di accertamento, cartelle esattoriali e le rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, già sospesi per i mesi marzo-maggio. Si ipotizza anche lo stop alla rata IRAP di giugno. Previsto anche un alleggerimento delle bollette di aprile maggio e giugno per le piccole imprese.

Si lavora anche un potenziamento importante degli incentivi edilizi fino al 110% per gli interventi più “importanti” quali interventi antisismici, cappotto termico dell’edificio, sostituzione impianti climatizzazione. La novità più interessante sarà la possibilità di cedere il credito alle ditte che eseguono i lavori o alle banche e agli intermediari finanziari.

Previsto anche un sostegno alle imprese colpite, con modalità di intervento diverse a seconda del fatturato.

Per le imprese, artigiani, commercianti e autonomi fino a 5 milioni di ricavi previsto per il mese di aprile un contributi a fondo perduto per chi ha subito un calo di almeno 2/3. Il contributo è calcolato sulla differenza di fatturato mensile rispetto all’anno precedente, su questa differenza si calcola il contributo secondo queste fasce: 25% per chi ha fatturato o ricavi fino a 100.000 euro, 20% tra 100.000 e 400.000, 15% fino a 5 milioni.

Per le imprese fra 5 e 50 milioni di fatturato lo Stato accompagna le ricapitalizzazioni private con somme uguali a quelle messe dai soci.

Per le imprese sopra i 50 milioni di fatturato, l’intervento è gestito da Cassa Depositi e Prestiti, che a seconda del caso utilizzeranno strumenti diversi.

Tra le proposte al vaglio del CDM anche un credito d’imposta dell’80% (massimo 80.000 euro), per le spese necessarie per la riapertura in sicurezza delle attività. Ad esempio spese per interventi edilizi per l’adattamento degli ambienti alle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro legati all’emergenza Covid19, per gli arredi di sicurezza o per l’acquisto di tecnologie per l’attività lavorativa o per apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti.

Tra le ipotesi anche un credito d’imposta del 60% gli affitti di imprese (ricavi non superiori a 5 milioni) che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi ad aprile 2020 di almeno il 50%.  Per le strutture alberghiere invece il credito è previsto indipendentemente dal volume di affari del 2019.

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