Venerdì, Dicembre 14, 2018

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Entro il 18 settembre sarà assegnata la prima tranche di 52 miliardi di euro richiesti dalle banche italiane alla BCE nell’ambito del TLtro che la stessa ha avviato a giugno scorso e che prevede nell’arco di un anno l’immissione di 400 miliardi di euro di nuove risorse finanziarie nell’asfittica economia italiana.

Le risorse vengono prestate dalla BCE alle banche italiane a un tasso estremamente favorevole (0,25%) e dovranno essere rimborsate in un periodo massimo di 4 anni, con l’obbligo però di farle confluire nell’economia reale del paese (famiglie ed imprese), altrimenti dovranno essere restituite. I tempi di impiego di questa provvista sono strettissimi e le banche dovranno inoltre stare molto attente ad erogare credito solo a clienti sani per non aggravare ulteriormente i propri indici patrimoniali.

Le famiglie potranno ricevere credito al consumo, mentre resta di fatto escluso, a causa della durata troppo breve, la possibilità di utilizzare queste risorse per i mutui edilizi. L’intento della BCE è quello di spingere sui consumi senza alimentare bolle speculative nell’ambito immobiliare, dove le banche stanno intervenendo però con liquidità propria. Per le imprese si tratta di un’ottima occasione per rinegoziare il debito con scadenza residua entro 4 anni. Si prevede infatti una riduzione sensibile dei tassi (da 20 a 40 bp rispetto ai tassi attuali, ma fino a 10 volte tanto rispetto ai tassi di finanziamento di un anno fa). Vista l’urgenza con cui le banche dovranno utilizzare le risorse BCE, c’è da aspettarsi l’avvio di campagne di marketing particolarmente aggressive da parte di tutti, dalla Bcc ai grandi gruppi. Anche perché, chi non presta non solo dovrà restituire quanto ricevuto alla BCE, ma non potrà partecipare alle nuove TLtro.

E’ arrivato il 6 agosto la prima trance del contributo a fondo perduto di 640 mila euro destinato a un nuovo opificio Industriale in provincia di Messina.
Da qui partiranno per il mondo intero sistemi ed impianti ad altissima tecnologia.
La voglia di fare impresa non ha mai abbandonato gli italiani, soprattutto i giovani di questo paese.
E si parte sempre dalle Piccole Imprese, quelle che non piacciono ai santoni dell’economia, ai sindacati, alla politica geriopantocratica che preferisce rovesciare montagne di aiuti alle grandi imprese in disfacimento piuttosto che alle piccole appena nate, quelle che - alla faccia di tutti quanti i parolai - hanno fatto grande questo paese.Soprattutto le Piccole Imprese Artigiane.
E’ questo il made in Italy, la capacità di produrre alimenti, moda, mobili, meccanica, ecc. in piccoli laboratori che prima o poi diventeranno nuovamente capannoni.
Capacità che parte dal basso, start up che sostengono l’alternativa all’attesa di un lavoro mai nato, hanno però  bisogno di concreti supporti per attecchire, altrimenti resteranno opportunità mancate per il paese.
MEDIETICA ha potenziato le proprie risorse umane e individuato gli strumenti finanziarie adeguati a questo scopo, assiste i giovani nella redazione del business plan, con grande attenzione all’analisi dei rischi, alla corretta previsione dei costi, alla struttura delle fonti finanziarie ed alla qualità degli investimenti. Molto meglio di una Banca, utilizza fonti finanziarie di diversa origine e caratteristiche, valuta il contesto famigliare che ruota intorno ai giovani imprenditori, per dare valore al patrimonio netto della costituenda impresa.MEDIETICA mette tutta l’esperienza dei suoi 35 anni di attività nella Finanzia Agevolata affinché il costo di avviamento non costituisca una penale allo start.
Il nostro Cliente fa il Parrucchiere e non conosceva il tasso applicato dalla sua banca sulla scopertura.
“Sono persone che conosco da anni, perché non dovrei fidarmi ? Alcune impiegate sono anche mie clienti, le ho sempre trattate bene,  perché non dovrebbero fare altrettanto ?”Si è sempre comportato bene, mai un richiamo, mai un contrattempo, sulla sua piccola scopertura di 5 mila euro la sua banca gli applicava il 17,20% (il tasso soglia d’usura è il 18,52%).Gli abbiamo presentato una nuova Banca che gli ha dato anche 20 mila euro per la ristrutturazione del negozio e una piccola scopertura di 5 mila euro. Paga il 6,51%.

Subito dopo l’alluvione i Clienti ci chiamarono per sospendere il leasing  e le rate dei mutui. Nessuno immaginava così tanti danni, ed è stata dura ripartire. Ora è arrivato anche il credito agevolato, 600 mila euro in tre operazioni in una settimana, 5 anni per restituirli (si comincia dopo 1 anno e mezzo), 0,60% il tasso.
Ricuciranno gli strappi e ripareranno i ritardi.
Trova finalmente un seguito il proposito del governo MONTI di affittare o vendere i terreni demaniali a giovani agricoltori. Il decreto applicativo firmato qualche giorno fa dal ministro Martina, individua in un elenco i terreni adatti alla coltivazione e gli enti proprietari. Si tratta di 5.500 ettari che da settembre andranno concessi in affitto o ceduti, possibilmente a giovani under 40 titolari di imprese agricole. La stima di Coldiretti parla di almeno 50 mila possibili pretendenti, un’assegnazione che alla Sicilia ricorda molto l’illusione di una riforma agraria di sessant’anni fa; manca infatti qualunque azione da parte del più grande proprietario terriero dell’isola, la regione Sicilia.
Ma tornando all’iniziativa nazionale, un’ulteriore agevolazione alle giovani imprese agricole, potrebbe arrivare dalla sezione “CAMPOLIBERO” del decreto competitività in discussione alla camera che prevede mutui a tasso zero ed altre agevolazioni fiscali. I terreni oggetto dell’assegnazione appartengono attualmente al Demanio dello Stato, al Corpo Forestale dello Stato, al Centro Ricerche del Mistero dell’Agricoltura, all’Ente RISI. Il ministero preannuncia però che dopo i terreni statali o di enti pubblici statali, sarà il momento delle Regioni e del Comuni, e saranno adottati principi simili a quelli utilizzati in questa prima tornata, ovvero asta pubblica per i beni di valore superiore ai 100 mila euro (rendita fondiaria) e procedura negoziale sui lotti inferiori al suddetto valore.Il soggetto gestore sarà l’Agenzia del Demanio.
Inaugurata giorno 25 la nuova sede del Ristorante “Il Gabbiano” sul lungo mare di Capo d’Orlando.
Lottando contro il tempo, la burocrazia e gli imprevisti, Vittorio e Michele, i due soci della SICILGEST, hanno voluto dare una location incantevole a uno dei migliori ristoranti della costa.
MEDIETICA ha condiviso il plan, ha individuato le linee di credito più economiche fra quelle possibili, le ha adeguate agli imprevisti, ha analizzato i contratti, ha approntato i SAL, ed è orgogliosa di rappresentare una piccola parte del successo dell’investimento.
E’ stato liquidato il 24 luglio un Chirografario da 500 mila euro destinato al fabbisogno di esercizio e ammortizzabile in 2 uniche rate semestrali. Lo spread sull’Euribor è stato del 3,60% e il finanziamento è assistito da una covenant che assicura la provvista, utile al pagamento delle rate, con il domicilio di crediti pari al 120% del valore del finanziamento.I crediti domiciliati sono quelli di durata inferiore ai 30 gg.
➢    L’impresa nostra Cliente finanzia la crescita (+16% nel 2013; + 19% nel 2014) del fabbisogno di circolante, legando il pagamento al consolidamento della stessa crescita.
➢    La Banca si assicura consistenti flussi sui ricavi in un rapporto appena instaurato.
Due banche, un nuovo veicolo al posto della Bad Bank, sono alla base di un’idea nuova di ristrutturazione del debito.

Dovrebbe sostanzialmente funzionare così:

  • Le banche apportano nella nuova società i crediti ristrutturati in funzione della qualità del credito e del debitore;
  • Due soggetti privati ci mettono i capitali scommettendo sulla loro rivalutazione.
Dopo di che le imprese debitrici vengono aiutate dalle banche a ripristinare i fattori produttivi che consentono il rimborso del debito.
L’operazione consente diversi vantaggi:
  • le banche spostano ora i crediti deteriorati fuori dal loro bilancio trasformandoli in liquidità e partecipazioni;
  • i soggetti privati investono confidando nell’analisi preliminare e prudenziale delle banche ma soprattutto nella capacità delle stesse di intervenire nuovamente a sostegno delle imprese;
  • i crediti deteriorati si trasformano in crediti buoni fornendo ossigeno alle imprese anche per migliorare la proprio situazione debitoria.

Credito, ecco come sarà la Bad Bank di Intesa e Unicredit - "Corriere della sera | Corriere Economia"

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